A Roma spunta un ‘omaggio’ a Fantozzi sotto la storica finestra: “Scusi, chi ha fatto palo?!”
- Redazione

- 21 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min

"Scusi, chi ha fatto palo?!": spunta a Roma una scritta in omaggio a Fantozzi, ma non tutti la apprezzano
Nel cuore del quartiere Prati, in uno dei luoghi ormai iconici per gli amanti del cinema italiano, è comparsa una scritta in omaggio a una delle scene più celebri della commedia tricolore: quella del pugno in faccia al ragionier Fantozzi, nel film Il secondo tragico Fantozzi (1976). La frase impressa sul muro – proprio sotto la vera finestra che fa da sfondo alla sequenza – recita l’indimenticabile battuta: “Scusi, chi ha fatto palo?!”.
Se da un lato il gesto è stato salutato con entusiasmo da cinefili e nostalgici, dall’altro ha suscitato polemiche tra residenti e osservatori del decoro urbano, che hanno bollato l’episodio come vandalismo.
Il mito della “frittatona di cipolle”
La scena in questione è scolpita nella memoria collettiva: Fantozzi, finalmente libero dal lavoro, si appresta a godersi una serata davanti alla televisione, in occasione del match Inghilterra–Italia, valido per la qualificazione ai mondiali. L’atmosfera è perfetta: vestaglione di flanella, calzini, mutande, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero. Un rito che ormai fa parte dell’immaginario italiano.
Alla moglie Pina, il ragioniere raccomanda attenzione e silenzio. Ma, come spesso accade nel suo universo sfortunato, qualcosa va storto: una telefonata cambia tutto. È il collega Filini, che comunica l’improvvisa convocazione da parte del temuto dottor Riccardelli per la visione di un film cecoslovacco – con sottotitoli in tedesco. La partita è perduta ancor prima di cominciare. Il grido disperato di Fantozzi – “Nooooooo!” – è ormai leggenda.
La corsa nel vuoto e il pugno leggendario
L’intera famiglia Fantozzi si ritrova dunque in macchina, costretta a lasciare la comodità domestica per obbedire all’ennesima imposizione surreale del sistema aziendale. Nel frattempo, alla radio, il telecronista impazzisce nel raccontare un’Italia che sembra giocare la partita della vita: nuca, tibia, naso, orecchio, nuca! Mischia paurosa! Tiro! Palo!
È il limite della sopportazione. Fantozzi ferma bruscamente l’auto in mezzo alla strada deserta, scende e sferra un pugno contro la finestra di un appartamento al piano terra: “Scusi, chi ha fatto palo?!”. Un gesto di ribellione tanto folle quanto poetico. Ma dalla finestra riceve un pugno in pieno volto che lo stende al suolo. Epico il commento del telecronista: “Colpito da McKinley”.
Tra cult e decoro urbano
La comparsa della scritta ha dunque riportato in auge una delle sequenze più amate della saga di Fantozzi, diretta da Luciano Salce e scritta dallo stesso Paolo Villaggio. Tuttavia, il dibattito tra celebrazione popolare e rispetto delle regole cittadine è più acceso che mai. Resta il fatto che, a quasi cinquant’anni dall’uscita del film, la forza iconica del personaggio di Villaggio è ancora capace di far parlare di sé, tra poesia urbana e nostalgia collettiva.









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